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Catinaccio - Latemar

La zona per mountain bike nel regno di Re Laurino

Chi viaggia in auto dal Brennero in direzione Lago di Garda e non conosce questa regione delle Dolomiti, ci passa accanto senza nemmeno accorgersene. La Valle Isarco, appena prima di Bolzano, è stretta e troppo ripida per i tour con la mountain bike. Solo attraverso una gola nei pressi di Cardano, all'uscita della Val D'Ega, si raggiungono attraverso uno stretto sentiero il Catinaccio e il Latemar.

Alla scoperta delle Dolomiti con la mountain bike

La zona del Catinaccio e del Latemar si trova nel Parco Naturale Monte Corno di Trodena e nel Parco Naturale Sciliar-Catinaccio, in Alto Adige. La zona è facilmente raggiungibile attraverso l'autostrada del Brennero, deviando prima di Bolzano in direzione Nova Levante/Passo di Costalunga. Nova Ponente si trova a 1.355 metri di altitudine. Il piccolo paesino è il pun to di partenza ideale per tour con la mountain bike alla scoperta dei dintorni. Oltre ai sentieri segnalati per escursioni troviamo svariati percorsi per la mountain bike, in parte anche difficoltosi attraverso le foreste. Anche i percorsi attraverso i valichi, a seconda del percorso, richiedono un'allenata condizione fisica.

Straordinarie e tipiche delle Dolomiti sono le formazioni di pietra calcarea che all'alba splendono di un colore bianco brillante. Uno spettacolo affascinante. Il Catinaccio è conosciuto soprattutto grazie alle sue bellissime fotografie e cartoline con i colori autunnali, con varie tonalità di rosso.

Con la mountain bike nella natura pura

Una delle più suggestive leggende delle Dolomiti, spiega perchè queste montagne, al tramonto si tingono di rosa.
Secondo questa leggenda, sul Catinaccio, laddove oggi si intravvede fino a primavera inoltrata una grande chiazza di neve racchiusa in una sorta di catino, si adagiava una volta il giardino di rose di Re Laurino.
Ecco perchè in tedesco il catinaccio si chiama Rosengarten, cioè Giardino delle Rose appunto.
Re Laurino regnava su un popolo di nani
Un giorno il re dell'Adige decise di maritare la bellissima figlia Similde e per questo motivo invitò tutti i nobili del circondario ad una gita di maggio, tutti tranne Re Laurino. Questi decise allora di partecipare comunque, ma come ospite invisibile.
Quando sul campo del torneo cavalleresco ebbe modo di vedere Similde, colpito dalla sua stupenda figura, se ne innamorò all'istante, la caricò in groppa al suo cavallo e fuggì a spron battuto.
I combattenti si lanciarono subito all'inseguimento per riportare indietro Similde, schierandosi in breve davanti al Giardino delle Rose. Re Laurino allora indossò la cintura, che gli dava la forza di dodici uomini e si gettò nella lotta.
Quando si rese conto che nonostante tutto stava per soccombere, indossò la cappa e si mise a saltellare qua e là nel giardino, convinto di non essere visto. Ma i cavalieri riuscirono ad individuarlo osservando il movimento delle rose sotto le quali Laurino cercava di nascondersi. Lo afferrarono, tagliarono la cintura magica e lo imprigionarono.
Laurino irritato per il destino avverso, si girò verso il Rosengarten, che lo aveva tradito e gli lanciò una maledizione: nè di giorno, nè di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo. Laurino però dimenticò il tramonto e così da allora accade che il Catinaccio, sia al tramonto sia all'alba, si colori come un giardino di ineguagliabile bellezza.